Curriculum di Alberto


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  • Nasce a Brindisi (Br), il 24 Gennaio 1931, da Giovanni L’Abate, chimico oleario, e da Alma Bianca Zaccaro, (flglia di un armatore di navi di Brindisi, e che aveva studiato al Crandon di Roma) che durante la guerra e la lontananza del marito (nelle isole Egee), ha mantenuto la famiglia ospitando, a pagamento, nella nostra grande casa, .stranieri che venivano a Firenze ad imparare la nostra lingua.
  • Il padre viene chiamato, a Firenze, nel 1932, ed assunto dalla ditta Ricasoli, per la gestione degli impianti oleari da questa posseduti nelle isole Eolie. Resterà a lavorare alla Ricasoli fino alla fine deIIa II guerra mondiale che porterà alla perdita di quelle isole da parte dell’Italia, ed alla fine del rapporto con la Ricasoli. Metterà poi a punto uno speciale macchinario che permetteva di estrarre dal 6 all’8 % in più di olio extra vergine della migliore qualità, rispetto ai normali frantoi. La sua invenzione verrà messa alla prova, da parte degli uffici competenti della Regione Toscana, con ottimi risultati, ma la sua costruzione industriale non verrà mai realizzata perché le industrie olearie alle quali era stata proposta hanno sostenuto che costava di meno sofisticare l’olio, in vari modi, che costruire e mettere in vendita una nuova macchina.
  • La moglie, Alma Bianca, segue a Firenze il marito, ed andrà ad abitare in Via Gustavo Modena (già via della Pace) con I due figli, nati a Brindisi, Luciano (il primogenito, nel 1928) ed Alberto (nel 1931) .
  • Durante la sua infanzia .Alberto seguirà gli studi elementari nella scuola di Viale Matteotti, che verrà, in seguito, nominata ad Anna Enriques (Medaglia d’oro della Resistenza), seviziata ed uccisa , come partigiana, dalla Banda Carità. Anna era la sorella di Enzo Enriques Agnoletti, Vice direttore della rivista “Il Ponte” ed ex sindaco ai tempi di La Pira, che diventerà grande amico di Alberto, lo sposerà con Anna Luisa, e lo aiuterà, in vari modi, nelle sue lotte nonviolente. Alberto andrà poi alle Scuole Medie ed al liceo al Michelangio in Via Borgo Pinti e via della Colonna. Ma la parte più importante della sua formazione sarà fatta nella Chiesa Valdese di Firenze, in particolare per la presenza, in quella chiesa, come pastore, di Tullio Vinay. Vinay è stato nominato come “giusto” da Israele per aver salvato la vita a svariati ebrei in un alloggio di fortuna presso la Chiesa Valdese di Via Manzoni, ma ha anche criticato pubblicamente questo paese per la sua politica verso i palestinesi. Diventerà poi senatore, nelle liste della Sinistra Indipendente, ed I suoi interventi in Parlamento verranno pubblicati in un prezioso libro “Verso un mondo nuovo”. Vinay aveva una grossa attenzione per i giovani ed aveva un grosso ascendente presso di loro che lo seguivano volentieri nelle sue attività anche esterne alla Chiesa (prima i campi estivi nelle montagne pistoiesi) , e dopo, in particolare, per la costruzione di Agape, a Praly, nelle Valli Valdesi. Sia Luciano che Alberto lo seguiranno, nei periodi estivi, in questa opera, sia andando a fare la calce nelle montagne vicine, sia collaborando, come manovali ed aiuto muratori, alla costruzione del villaggio. Più tardi Alberto, dopo la sua laurea, con l’aiuto di sua moglie Anna Luisa, per conto di Agape, svolgerà anche una ricerca sulle possibilità di sviluppo economico e sociale delle Valli Valdesi, e parteciperà ad alcuni campi di formazione dei giovani sulla nonviolenza.

– Luciano lascerà Firenze verso i 20 anni per una borsa di studio negli Usa dove approfondirà gli studi in psicologia clinica e resterà a lavorare lì, come docente di tale materia, dapprima nel Missouri e poi alla Georgia State University (Atlanta). Ha scritto moltissimi libri, in particolare sulla psicologia della famiglia, tradotti in molte lingue, alcuni dei quali anche in italiano.

– Alberto lascerà la casa materna nel 1962, appena sposato con Anna Luisa Leonardi, dalla quale avrà 3 figli, Alessandra, Irene e Giovanni, mentre Michael, figlio di un’ artista americana quacchera, amica di Anna Luisa, morta giovane a causa di un cancro, verrà adottato da tutta la famiglia.

– La residenza attuale di Alberto è in Via Antonio Mordini 3, Firenze, Tel. 055/690838 (E mail, alberto.labate@libero.it) .

– Tornando indietro nel tempo, il primo impatto con i problemi della guerra e della pace Alberto l’avrà appunto nella sua adolescenda in Via G. Modena, per l’uccisione, all’angolo della strada, da parte di un cecchino fascista, di un partigiano con il quale aveva fatto amicizia (si veda su questo. Il suo racconto : “Il Giardino dei Semplici” ).

– Dopo il diploma di scuola media superiore, ed un primo tentativo di studiare “chimica”, all’Università, per seguire le orme di suo padre, Alberto, durante le vacanze estive, viaggia, in autostop, in tutta Europa con il desiderio di comprendere altre culture, facendo i più svariati lavori sia a pagamento (infermiere psichiatrico, manovale edile, lavoratore agricolo, boscaiolo, cameriere, lavapiatti, ecc.) per pagarsi le spese di viaggio, sia volontari per lavori umanitari (ad esempio, in Italia, partecipando alla costruzione del villaggio di Agape, nelle Valli Valdesi, o in Olanda, nell’isola di Oude Tonge, partecipando alla ricostruzione del villaggio distrutto da una alta marea, o a Parigi, lavorando con l’Abbè Pierre, con i senza tetto delle banlieu). Interessato dai problemi incontrati nei vari lavori e nei suoi viaggi decide di lasciare gli studi di chimica e si iscrive alla Facoltà di Scienze Sociali e Politiche Cesare Alfieri di Firenze dove sceglierà l’indirizzo libero che gli permetterà di scegliere materie non previste nel programma della Facoltà, ma insegnate in altre Facoltà fiorentine (ad esempio, sociologia rurale, alla Facoltà di Agricoltura, Psicologia e Pedagogia, alla Facoltà di Magistero).

  • Durante gli studi Alberto conosce Aldo Capitini, del quale diverrà discepolo e seguace, e parteciperà , alcuni anni dopo, ad uno dei primi training sulla nonviolenza organizzato a Perugia da Capitini con la collaborazione di alcuni noti trainer americani ed inglesi. Conosce anche Franco Calamandrei ed Enriques Agnoletti che pubblicheranno i suoi primi scritti sulla rivista “Il Ponte”. Durante gli studi universitari e prima della laurea decide di andare a lavorare con Danilo Dolci, collaborando al libro “Inchiesta a Palermo”, e chiedendogli poi di andare a vivere ed a lavorare, come volontario, nel Cortile Cascino di Palermo, dove resterà circa due anni (1954-1956). Anche Goffredo Fofi, altro volontario, verrà a vivere nel cortile partecipando al lavoro: Alberto occupandosi di una scuola serale per adulti che volevano imparare a leggere ed a scrivere, Goffredo, facendo doposcuola ai bambini del cortile. Nello stesso tempo ambedue lavoravano per il risanamento del cortile che avverrà, anche grazie al loro lavoro, qualche anno dopo (si veda su questo, “Lettere da Cortile Cascino”, in bibliografia) .
  • Sarà questo l’argomento prescelto per la tesi di Alberto, che si laurea, nel 1956/57, in Scienze Politiche presso la Facoltà “Cesare Alfieri” di Firenze, con una tesi, in sociologia, dal titolo: “Problemi del risanamento di un quartiere di tuguri di Palermo”. Per la laurea presenterà anche una tesina su “Gandhi e Mazzini”. Una parte della tesi verrà pubblicata nella rivista anarchica “Volontà” ed una sua sintesi nella Rivista Italiana di Sociologia di Bologna. Un approfondimento metodologico della tesi appare nel volume, in corso di stampa in due edizioni (inglese e italiano) , da parte di Transced University Press,(Basilea) , l’università fondata da Johan Galtung (in bibliografia).
  • Subito dopo la laurea Alberto comincia lavorare, con compiti di ricerca e di segreteria, con il Prof. Giorgio Spini, noto storico fiorentino, e come assistente volontario, alla Facoltà di Magistero, con il Prof. Antonio Carbonaro. Nel 1960 con il Prof. Borghi ed il Prof. Carbonaro, della Facoltà di Magistero di Firenze parteciperà ad un viaggio studio, di circa un mese, per visitare ed analizzare il Progetto di Sviluppo di Comunità dell’OECE in Sardegna (Oristano, Macomer, ecc.). Durante quel viaggio conoscerà Anna Luisa Leonardi, invitata al viaggio dal Prof.Borghi, con la quale, dopo un pò di tempo, si fidanzerà e si sposerà.
  • Nel 1961 Alberto vince una borsa di studio dell’OECE, e va a Parigi a studiare presso il Collège Cooperatif, facendo una ricerca sul movimento cooperativo italiano (con Henri Desroche) e diventerà anche Eléve Titulaire de l’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi, con una tesi sul progetto di sviluppo sardo dell’OECE, da lui visitato in precedenza. La tesi verrà poi pubblicata nella rivista “International Review of Community Development, (allora diretta da Albert Meister, per la quale Alberto ha lavorato facendo traduzioni e recensioni a pagamento). A Parigi ha seguito anche i corsi di Michel Crozier e Alain Touraine).
  • Dopo il ritorno da Parigi, sposatosi con Anna Luisa (anche lei venuta a Parigi ma per fare studi sulla sociometria – che era stato il suo argomento di laurea a Milano – e di psicologia) e ripresa la residenza a Firenze, Alberto viene assunto dall’ Amministrazione Provinciale di Firenze con il compito di dirigere l’Ufficio Studi e Ricerche (più tardi rinominato “Ufficio Studi e Ricerche Medico Sociali”). L’ufficio farà ricerche sui malati di poliomielite, sui movimenti migratori in Toscana, sugli abbandoni scolastici, sui problemi dell’organizzazione dei servizi sociali e sanitari, e sulle condizioni socio-economiche dei malati di mente ricoverati nel Manicomio Provinciale. In questa fase collaborerà alla rivista “Assistenza Psichiatrica e Vita Sociale” insieme alla prof.sa Magherini, di Firenze, e con il Prof. Basaglia, di Venezia, ed altri. Il lavoro presso l’ufficio Studi dell’Amministrazione Provinciale continuerà dal 1962 al 1973. In quello stesso periodo Alberto ha portato avanti attività di insegnamento a tempo parziale di sociologia e metodi di ricerca presso le scuole di Servizio Sociale di Firenze e di Siena, e presso le Facoltà di Magistero di Firenze e poi di Ferrara. Il 4 Novembre 1968, Alberto parteciperà ad una manifestazione antimilitarista a Firenze che lo porterà, insieme con gli altri membri del gruppo, ad essere processato e condannato a 6 mesi di carcere con la condizionale. Prima di quella manifestazione, fin dal 1962, Alberto si era impegnato per la predisposizione e l’approvazione di una legge che riconoscesse il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare, legge che verrà approvata nel 1972. Su questo si veda il suo articolo. “Pagine fiorentine di storia dell’ obiezione di coscienza in Italia, nell’opuscolo “Guida pratica al Servizio Civile” edito dalla Provincia di Firenze (in bibliografia).
  • Nel 1970 avrà una seconda Borsa di studio dell’OECE per un mese di viaggio in Inghilterra per studiare i problemi ed i metodi della prevenzione delle malattie mentali (soggiorno e visita presso alcune delle strutture principali che si occupavano di questi problemi: Tavistock Clinick a Londra, Comunità terapeutica di Maxell Jones in Scozia, Scuola Antipsichiatrica a Londra, etc).

– Nel 1973, e fino al 1981 si è trasferito dalla Provincia alla Regione Toscana come responsabile dell’Ufficio Ricerche e Programmazione Socio-sanitaria. In tale veste ha partecipato,

come esperto, ad attività di ricerca e di formazione dell’ONU, del Consiglio d’Europa, e dell’OMS – per questo ultimo, in particolare, per ricerche sulla situazione degli anziani in Toscana- e, sulla programmazione dei servizi socio-sanitari anche per il nostro Ministero (AAI) e per quello per il Futuro del governo svedese. Il 30 gennaio 1977 Alberto partecipa ad un blocco ferroviario a Capalbio contro la costruzione di una centrale nucleare civile in quella località. Sarà processato, con Don Sirio Politi, Giannozzo Pucci, sua moglie Anna Luisa, ed altri partecipanti a quel blocco, a Grosseto, un anno dopo, ma i giudici assolveranno i manifestanti per aver agito “in stato di necessità putativa”. Viceversa pochi mesi dopo la Corte di appello di Firenze rivedrà quella sentenza e condannerà gli imputati a sei mesi di reclusione, con la condizionale, condanna che la Corte di Cassazione, a Roma, vari anni dopo, confermerà. Ma la vittoria del referendum nucleare, dopo Chernobil, porterà alla riconversione della centrale nucleare costruita in altra zona della maremma.

– Nel 1982 Alberto, vinto il concorso universitario come associato, lascia il lavoro alla Regione e va ad insegnare, a pieno tempo, presso la Facoltà di Magistero di Ferrara (dove prima aveva insegnato come “esterno” a tempo parziale) : prima “Sociologia dell’Educazione” (in tale funzione, con la collaborazione di una collega pedagogista, inizia le ricerche-intervento sull’educazione alla pace che continuerà anche quando si trasferirà all’Università di Firenze – si vedano,su questo, I libri da lui curati . “Ricerche per la Pace: Educazione e alternative alla difesa armata”, e “Giovani e Pace: ricerche e formazione per un futuro meno violento”, in bibliografia ) , e poi “Metodologia delle Scienze Sociali”. Questo impegno è durato fino al 1989 quando si trasferirà all’Università di Firenze.

– 1981-1994: Alberto, con l’aiuto della famiglia ed in particolare della sua primogenita Alessandra, ha fondato e diretto, presso la Casa per la Pace di San Gimignano (Siena), una Scuola estiva di formazione alla nonviolenza, con docenti provenienti da varie parti del mondo (India, Inghilterra, Svezia, Belgio, Francia, Usa, Italia) e con allievi provenienti da varie parti d’Italia. Tra i docenti, e collaboratori della scuola, in iniziative fatte anche in altre sedi, alcuni dei massimi studiosi, ed operatori, mondiali di nonviolenza come G. Sharp, J. Galtung, G. Pontara, A. Curle, L. Parknass, Narayan Desai, P. Patfoort, P. Wehr, Jagannathan, ecc. Su questa attività ed su uno dei primi training, fatto con il Campo di Pace di Comiso, si veda il libro, da lui curato: “Addestramento alla Nonviolenza”, in bibliografia. Dopo una fase di formazione residenziale a San Gimignano, dal 1994 l’attività di formazione è proseguita , sia con viaggi studi all’estero sulle “tracce di Gandhi”, in India (in bibliografia si veda il video “Verso il Grama Swaraj”) sia con le attività di formazione in Kossovo di cui parleremo dopo,

– 1985, mesi di luglio- agosto e settembre- approfondimento della Sociologia e della Politica della nonviolenza con G. Sharp, presso il “Program on Nonviolent Sanctions in Conflict and Defence” del Centro di Affari Internazionali dell’Università di Harvard (Cambridge – USA). Partecipazione e relazioni al Congresso di “Sociologia Umanista” ad Atlanta.(Georgia). Incontri, e conferenze sulla nonviolenza italiana, in varie Università degli USA, con docenti che si occupano di queste tematiche (Atlanta, Boulder, San Francisco, Los Angeles, Washington, Philadelphia, New York, ecc.).

– 1989, mesi di agosto- settembre ulteriore approfondimento con G. Sharp, a Cambridge, USA, presso la “Albert Einstein Foundation” sulle tematiche e sulla strategia di trasformazione nonviolenta. Partecipazione e relazioni al Congresso di “Sociologia Umanista” a Washington, USA;

– Membro dell’I.P.R.A. (International Peace Research Association) ha partecipato, e presentato relazioni, a vari incontri internazionali Danimarca, Malta, Italia, Ungheria, India). Alcune di queste relazioni, tradotte in italiano, fanno parte del volume “Per un futuro senza guerre”, in bibliografia. Fa attualmente parte anche di Transcend, la Rete dei Ricercatori e Mediatori per la Pace fondata da Johan Galtung.

– 1990/91 Con altri membri di movimenti nonviolenti italiani si forma il gruppo “Volontari di Pace in Medio Oriente” cui partecipano sia Alberto che Anna Luisa. Il gruppo si reca in Iraq, restando nel paese vari mesi (alcuni di loro fin dopo la scoppio della guerra) per cercare forme di mediazione e di prevenzione della guerra. Esperienza fallita ma molto istruttiva sulle vere ragioni della guerra. Si veda su questo il libretto “Volontari di Pace in Medio Oriente. Storia e riflessioni su una iniziativa di pace” in bibliografia, ed il capitolo IV,3 del libro “Per un futuro senza guerre”. Si veda anche il video, pure in bibliografia, “Iraq : la strage degli innocenti”, curato dai Volontari di Pace in Medio Oriente.

– 1990-2002: docente di “Metodologia della Ricerca Sociale” e più tardi anche di Teoria e metodi della Pianificazione Sociale” presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze.

– 1995/6-1996/7 Alberto ottiene dalla sua facoltà due anni sabbatici per studiare i problemi dei rapporti tra serbi ed albanesi nel Kossovo in collaborazione con le Università di Belgrado e di Pristina. Partecipa attivamente a vari incontri di mediazione e di ricerca di soluzioni pacifiche del conflitto (Vienna, Ulcin- Montenegro, Bruxelles- Parlamento Europeo –come relatore ufficiale – , Bolzano – come coorganizzatore, Lecce come coorganizzatore). Su questo si veda il libro, in bibliografia, “Kossovo . Una guerra annunciata”, ed il capitolo citato (IV, 3) del libro “Per un futuro senza guerre”, e la parte terza del volume “L’Europa ed I conflitti armati”, in bibliografia, dedicata a trattare l’argomento: “I Balcani e l’Europa. C’è il rischio di una riesplosione del conflitto armato per il Kossovo?”, e si vedano anche, sulle attività della “Campagna Kossovo” per la riconciliazione (Alberto diventerà uno di principali organizzatori di questa campagna, anche per la sua attività di “Ambasciatore di Pace” a Pristina, portata avanti per vari anni ) si veda l’ articolo di Alberto su “Il Kossovo e la riconciliazione. Una speranza o una tradizione perduta?” nel volume, curato dal Movimento per la Riconciliazione, sezione italiana. “Teoria e pratica della Riconciliazione”,in bibliografia.

– 1998- 2000: Direttore del Corso di Perfezionamento post-laurea su “Scienze Sociali e relazioni interculturali” della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. Verranno formati molti docenti o ricercatori, ancora molto attivi in questo settore.

– 2001-2003 docente di “Sociologia dei conflitti e ricerca per la pace” presso il nuovo corso di laurea interfacoltà (Scienze della Formazione, Scienze Politiche) in “Operatori per la Pace” dell’Università di Firenze che Alberto ha contribuito a far nascere ed organizzare. Il corso si è aperto poi a nuove Facoltà (Medicina, Economia) ed ha cambiato nome in “Operazioni di Pace, gestione e mediazione dei Conflitti”.

– 2002-2004- Alberto coordina il progetto di “Rete Europea di Università per la Pace con particolare riguardo ai Balcani” (REUP- approvato e finanziato dal MIUR) cui hanno aderito varie Università italiane, europee e dei Balcani e che ha promosso vari scambi di docenti e ricercatori, e vari incontri di studio a Firenze, a Napoli ed a Belgrado, concludendosi, nel dicembre 2004, con un convegno, a Firenze, su “L’Europa, la prevenzione dei conflitti armati, I corpi civili di Pace”,cui hanno partecipato studiosi di vari paesi europei ed i cui atti, con vari aggiornamenti e con una storia degli Shanti Sena Indiani, sono stati stampati, nel 2008, dalla FUP (Firenze University Press) (in bibliografia).

– 2003-2008 docente, a contratto, di “Sociologia della Pace” (3 crediti) nel corso specialistico in Scienze Etno-antropologiche” delle Facoltà di Scienze della Formazione e di Lettere, e di “Metodologia della Ricerca per la Pace” (3 crediti) nel corso specialistico in ”Metodologia e ricerca empirica nelle scienze sociali” della Facoltà di Scienze Politiche. Ambedue gli insegnamenti sono stati mutuati, per 6 crediti, dal corso triennale “Operazioni di pace, gestione e mediazione dei conflitti” con il titolo “Sociologia dei conflitti e ricerca per la pace”. Nel 2007 Alberto donerà alla Biblioteca di Scienze Sociali dell’Università di Firenze, oltre 5000 volumi, molti dei quali sulla nonviolenza, che saranno collocati nel Fondo L’Abate, ora aperto al pubblico. Altri verranno donati nel 2008, ed è attualmente in corso la raccolta di altri 80 volumi per aggiornare il fondo.

– 2002-2005, in collaborazione con il Dipartimento di Democratizzazione dell’OSCE- Kossovo, Alberto coordina una equipe internazionale (gli altri docenti provenivano dall’ Austria, Belgio, Svezia e dal Kossovo) per la formazione di formatori al dialogo interetnico e la riconciliazione, e per l’empowerment nella azione nonviolenta: 4 training fatti a Pristina (Kossovo) , a Ohrid (Macedonia), a Firenze, e di nuovo a Pristina. Tra I docenti alcuni dei più importanti formatori ed animatori di lotte nonviolente nel mondo, ad esempio Hildegard Goss Mayr , ora presidente onoraria del Movimento Internazionale per la Riconciliazione,(del quale fanno parte 6 premi Nobel per la Pace). Hildegard, con il marito Jean Goss, non più vivente, ha formato alla nonviolenza i movimenti del Sud America e delle Filippine. Altra docente Pat Parfoort, una delle più note formatrici alla nonviolenza europee che ha scritto vari manuali su questa attività, alcuni tradotti anche in italiano. Molti degli allievi di questi training ora lavorano sia a Belgrado che nel Kossovo, e si occupano di formazione e di trasformazione nonviolenta dei conflitti, sia in note ONG, sia per l’OSCE stessa.

  • Nel 2008 Alberto ha avuto, dal comune di Sesana (luogo di nascita di Danilo Dolci, ora in Slovenia) insieme a quello di Trieste, il premio Danilo Dolci” per la sue attività per la pace. Egli infatti, per vari anni (2004-2011), è stato presidente nazionale dell’ Associazione ‘IPRI-Rete Corpi Civili di Pace, di cui fanno parte alcuni dei più importanti movimenti italiani che hanno lavorato per la prevenzione dei conflitti armati e sperimentato, in varie situazioni, in Italia ed all’Estero, interventi nonviolenti nei conflitti mettendo in pratica l’importante metodologia della ricerca-intervento. L’ultima iniziativa di Alberto, come presidente di questa associazione, è stato il convegno-seminario su “La prevenzione dei conflitti armati e la formazione dei Corpi Civili di Pace”, organizzato a Vicenza insieme all’ Assessorato alla Pace di quel comune ( in bibliografia la relazione introduttiva di Alberto al seminario).
  • In complesso Alberto ha sempre lavorato per costruire ponti, secondo l’insegnamento di Alex Langer, tra culture diverse, al di sopra di ogni steccato, cercando e lavorando per un coordinamento tra associazioni e gruppi impegnati nella costruzione di un mondo più pacifico e nonviolento. E questo allo scopo di stimolare lo sviluppo di una cultura nonviolenta che veda questa non come passività, o come semplice negazione della violenza, ma cone il suo superamento in una forma di lotta più umana ed anche più efficace, se fatta nel modo dovuto, bene studiata e programmata.
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