80×80 Biografia Corale

Traccia del percorso della “biografia corale”


Inizio alle 15,30 , cercando di essere puntali.
-Iniziano Alessandra, Lucilla (video qui, leggi qui) e Antonino (leggi qui) raccontando brevemente la nascita del Fondo L’Abate e come funziona, ed anche come e perché è nata l’idea degli 80×80.
Io poi presento il percorso biografico, chiedendo alle persone invitate a parlare al massimo cinque minuti (chiedendo a Roberto Tecchio di aiutarci a contenere i tempi degli interventi) per lasciare spazio (prima e durante l’apericena, verso le 18,30) ad incontri informali tra le persone presenti che vengono da varie parti d’Italia e rappresentano anche molti movimenti attivi nella nonviolenza .

  • 1a fase: periodo giovanile. Dopo aver illustrato l’importanza, per me e mio fratello Luciano, della figura di Tullio Vinay, passo la parola al pastore valdese Gajenski (video qui) che presenterà più a fondo la figura di Vinay.
  • 2a fase: Cortile Cascino. Dopo una mia breve presentazione del lavoro nel cortile passo la parola, se è venuto,a Goffredo Fofi per illustrare ulteriormente il nostro lavoro.
  • 3a fase: processi di Firenze e di Grosseto. Su Firenze, se se la sente , potrebbe parlare Anna Luisa, su quello di Grosseto, leggeremo parte della lettera di Paolo Predieri (leggi qui, ascolta il brano “Il varco della Storia” qui, scaricalo qui), che vi ha partecipato e l’ha preparato, ascolteremo l’intervento di Alberto Trevisan (vedi qui)e, se possibile, chiederò di parlare anche a Giannozzo Pucci, nostro maestro e coimputato. Alla fine qualche mia parola per dire l’importanza dei processi e del metodo decisionale del consenso per dar vita alla casa per la Pace di San Gimignano.
  • 4a fase: La scuola estiva di San Gimignano. Dopo una mia brevissima introduzione chiederei a Angela Marasso (leggi qui), o di leggere il suo intervento scritto o di svilupparlo a voce, poi farei leggere (a chi? Anna Luisa, Alessandra o Roberto), parti selezionate della lettera di Elisa Rebecchi. Poi. Dato che molti dei presenti vi hanno partecipato lascerei la libertà di brevissimi interventi di quelli che sentono di voler dire qualche cosa (ad esempio, Alessandra?, Michele Boato, ecc.). Qui Roberto Tecchio ed Egidio Pastori potrebbero aggiungere qualche cosa sul lavoro di mediazione all’interno della nostra famiglia.
  • 5a fase: Comiso. Qualche mia parola (vedi qui) per sfatare la favola che queste lotte non siano servite per l’accordo INF tra Reagan e Gorbaciov, e darei la parola a Michele Boato (vedi qui) , per la Catania Comiso; a Lorenzo Porta (leggi qui), per tutto il lavoro della Verde Vigna, ed anche a Francesca Piatti sempre su questo, ed a Laura Prelazzi per le attività della associazione di donne e sul campo della Ragnatela. Anche qui forse anche altri (Trevisan, ad esempio) vorranno intervenire e, se parlano brevemente, sarei d’accordo di farli parlare.
  • 6a fase: L’insegnamento e le attività di formazione. Qualche mia parola sui metodi di insegnamento con le “domande legittime”, e sul lavoro per dar vita al nuovo corso di laurea. Si potrebbe leggere la lettera di Giovanna Ceccatelli (qui) (e di Maurizio Geri (parti), e dare la parola ad altri colleghi presenti, in particolare Tonino Drago (leggi qui vedi qui), Enrico Euli (leggi qui), Giovanna Carbonaro (vedi qui), Lorenzo Porta, Giovanni Scotto, Idana Pescioli (vedi qui), ed eventualmente altri presenti.
  • 7a fase: L’impegno all’estero per la prevenzione dei confliti armati. Anche qui cercherò di essere brevissimo per lasciare la parola, per la guerra in Iraq, a Silvano Tartarini , Lorenzo Porta,,  o altri che vi hanno partecipato. Per quella del Kossovo leggeremo parte della lettera di Etta Ragusa (qui), e darò la parola a Maria Carla Biavati. Vorrei anche far parlare Nanni Salio sull’importanza di questo tipo di intervento mentre Tonino Drago ha già scritto una sua critica che è giusto conoscere ed eventualmente altri.
  • 8a fase: Prospettive. Io parlerei brevemennte del mio nuovo libro sulla prevenzione dei conflitti armati. Qui chiederei ad Erika Desgortes di parlare dell’Istituto Galtung di Basilea e del mio nuovo impegno come docente di questo istituto. Vorrei che Giovanni, nostro figlio, se c’è, parlasse del mio blog e dell’importanza dell’informatica nelle lotte attuali, cui anche Maurizio Cucci, che segue il sito della Rete CCP, e Isabella Horn, della Fucina per la Nonviolenza, che coordina la voce dell’associazione in Facebook , potrebbero aggiungere qualche cosa.Vorrei dare anche la parola a qualcuno dei movimenti presenti, Movimento Nonviolento, Fucina per la Nonviolenza, Movimento Civico, MIR, ecc, sul tema delle necessità di superare le chiusure per arrivare ad un maggior coordinamento tra tutte le organizzazioni per la nonviolenza. Poi Alessandra conclude l’incontro con le iniziaitive per gli 81 anni, con nuovi libri raccolti, quelli da raccogliere, il libro collettivo di Giovanni Scotto, che lui stesso presenterà (guarda qui) , ecc. Forse Lucilla potrebbe chiudere l’incontro con una breve valutazione dell’iniziativa.

– Non ho messo orari, non si possono fissare a priori, per ogni sessione, senza sapere chi c’è, e chi desira parlare ed ha cose importanti da dire. Alle 17, come è scritto nel programma, ci sarà l’interruzione della biografia corale per la consegna dei nuovi libri (foto qui e qui)che verrà illustrata da Alessandra e Lucilla ( la consegna del quaderno con la lista degli 80 librix80anni, sarà fatta da me).
Importante decidere chi sta al tavolo di accoglienza e chi ed a chi si danno i dossier preparati che sono solo 60 (eviterei di darli a persone non iscritte, e solo una copia per ogni coppia o gruppo locale, se non numeroso).
Questo è tutto dal tavolo della regia, accettando eventuali integrazioni degli altri collaboratori (Alessandra, Lucilla, Angela, Irene, Roberto,ecc.).
A presto Alberto

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Lorenzo Porta

Come ho scritto personalmente ad Alberto L’Abate il giorno 12 ero impegnato in una prova concorsuale che si è protratta molto più del previsto. Dal documento delle tappe della sua vita pubblica compaiono eventi e fasi nei quali sono stato presente come tutta la lotta a Comiso e il tentativo di abbinare un progetto costruttivo con la lotta alle istallazioni nucleari militari. La stagione della formazione alla lotta nonviolenta con il movimento della “Pantera” !990 , i viaggi in India, soprattutto il secondo del 1995 di cui conservo le foto della mostra che avevamo realizzato. E prima l’Iraq ( prima guerra del Golfo). Il Centro di documentazione sociale ( CEDAS) di cui sono responsabile aveva dato libri per la costituzione del fondo.
Ho orientato poi i miei studi alla lotta al pregiudizio con riferimento particolare all’antisemitismo
e all’approccio autobiografico di tipo maieutico nello studio della condizione giovanile per la metà degli anni ’90 e gli anni 2000, nonché allo studio di percorsi costruttivi nonviolenti dentro e fuori le istituzioni. Alberto contribuì ad orientare le mie ricerche verso quell’approccio.
Le vicende di cooptazione e corruzione nell’ istituzione universitaria mi hanno impedito di continuare l’insegnamento al suo interno. Su questo ho prodotto scritti ed analisi comparsi anche su Azione Nonviolenta ( gennaio – febbraio 2011, monografico n° 565-566).
Con Alberto su questo terreno ho avuto visioni diverse su come condurre una battaglia per la trasparenza a anche all’interno dei corsi di studio per la pace. Credo che riconoscere i meriti di un uomo non voglia dire fare dell’oleografia generica, questo per me è il modo migliore e vivo di testimoniare la forza, talvolta anche aspra, di un rapporto.
Ad Alberto ho segnalato che, come sa, da diversi anni sto lavorando al tema: legalità e partecipazione con raccolta di testimonianze di detenuti e giovani studenti in colloquio tra loro per mettere a fuoco, a partire dalle concretezze esistenziali, la tematica delle regole e della partecipazione sociale.
Mi sembra che Il libro ” Legalità e partecipazione” , edizione Zella, 2009 Firenze, a cura mio, di BraccIante A.M. e Fossati S. manchi nella suo fondo e spero che possa esserci presto.
un caro saluto

Lorenzo Porta

Il fondo librario Alberto L’Abate

Ci sono circostanze un po’ magiche nella vita e una di queste ha portato i libri di Alberto presso la Biblioteca di scienze sociali dell’Università degli studi di Firenze, a costituire un fondo librario unico in Italia, in larga parte dedicato alla Nonviolenza.

Nel luglio 2007 il comitato scientifico della Biblioteca ha approvato l’offerta di dono dei libri di Alberto, che lui stesso ci descrive:

“I libri riguardavano le varie materie approfondite durante gli studi svolti sia in Italia che all’estero (a Firenze, presso le Facoltà di Scienze Politiche e di Magistero, a Parigi presso l’Ecole des Hautes Etudes ; in Inghilterra, presso la Tavinstock Clinic, negli Stati Uniti, ad Harvard, presso il Centro Studi sulla nonviolenza diretto da Gene Sharp; in India presso la Gandhigram University nel Tamilnadu), e insegnate alle Università di Ferrara e di Firenze, ed alle Scuole di Servizio Sociale di Firenze e di Siena. In particolare i libri, dei quali molti anche in lingua inglese, riguardavano la sociologia generale, la metodologia della ricerca, sociologie particolari (come quelle urbana e rurale, dell’educazione, della salute – intesa come benessere fisico, psichico e sociale), le scienze politiche, l’antropologia culturale, il servizio sociale, la pedagogia e la psicologia. Ma una rilevanza particolare avevano, nella biblioteca L’Abate, la previsione e prevenzione dei conflitti armati (con una forte presenza, soprattutto in lingua inglese, ma vari anche in albanese ed in serbo, di libri sul conflitto serbo–albanese sul Kossovo); la risoluzione nonviolenta dei conflitti e la nonviolenza come strumento di difesa e di trasformazione sociale (con moltissimi dei libri, anche di quelli non tradotti in italiano, di Johan Galtung, di Gandhi, di Martin Luther King, e tra gli italiani, di Aldo Capitini, Danilo Dolci, don Lorenzo Milani. Padre Ernesto Balducci); l’educazione alla pace ed alla nonviolenza, i problemi attuali dello sviluppo e le sue possibili alternative . Faceva inoltre parte della biblioteca anche la collezione quasi completa della rivista fondata da Aldo Capitini”

I libri sono stati catalogati grazie ad un finanziamento speciale e già dal 2008 sono a disposizione di chiunque desideri consultarli. La consistenza del fondo è attualmente di 3987 volumi. E’ il nucleo di libri che ha in assoluto il più alto tasso di circolazione della biblioteca: il fondo ha avuto nel tempo 1207 prestiti, che hanno riguardato 655 documenti. Per le tante richieste i volumi sono stati trasferiti dal magazzino allo scaffale aperto, per agevolarne la consultazione diretta da parte di studenti e ricercatori. E’ come se questi libri aspettassero di avere la possibilità di circolare e farsi leggere il più possibile, uscendo dalle stanze di Alberto. E’ un segno che corrispondono ad interessi di lettura e di ricerca tutt’altro che rari, che vi era un’aspettativa che fino a quel momento l’offerta documentaria della biblioteca non era stata in grado di soddisfare. In questo senso il dono dei libri di Alberto è doppiamente prezioso, e ci fa ben sperare per il futuro.

Ma un fondo librario, per rimanere vivo e aggiornato, deve essere curato e incrementato negli acquisti. Questa esigenza purtroppo contrasta con lo scenario di sofferenza delle istituzioni culturali, e delle biblioteche in particolare, che hanno visto tagliare progressivamente i propri finanziamenti nel corso degli ultimi anni. L’anno 2010 ha visto in particolare il congelamento del 15% della dotazione, che ha comportato 4 mesi di blocco totale degli acquisti di libri.

E’ per questo che l’iniziativa di oggi (80 libri per 80 anni) è particolarmente importante.

Questi libri rimarranno a disposizione di tutti, studenti, ricercatori, attivisti, operatori sociali, semplici cittadini, ed avranno anche la possibilità di arrivare a lettori non fiorentini attraverso il servizio di prestito interbibliotecario, che noi garantiamo. Vi è poi la possibilità di attivare collaborazioni specifiche, con realtà e centri specificatamente interessati alla Nonviolenza.

Grazie dunque ad Alberto, grazie dunque a voi e a tutti coloro che tramite Alberto ci omaggiano di questo inedito e benaugurante regalo di compleanno.

Lucilla Conigliello

Come fare a consultare i libri di Alberto:

– la lista di tutti i libri del fondo è consultabile sul blog di Alberto: https://albertolabate.wordpress.com/biblioteca/

– per vedere la collocazione a scaffale dei libri che interessano basta consultare il catalogo OPAC dell’Università di Firenze: http://opac.unifi.it/F

– per consultare o prendere in prestito i libri di Alberto chi non è iscritto all’Università di Firenze può scrivere un’e-mail a lucilla.conigliello@unifi.it

– se si abita in un’altra città si può ricorrere al prestito interbibliotecario, rivolgendosi alla biblioteca che di solito si frequenta

La biblioteca è aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19, e i libri di Alberto si trovano nel ballatoio del secondo piano, direttamente accessibili a scaffale aperto. Sito web della Biblioteca: http://www.sba.unifi.it/CMpro-l-s-11.html

Paolo Predieri

…copertina CD

Ciao Alberto!
Ho spedito ieri un cd audio che spero arrivi in tempo.

Le canzoni scelte sono:

“Non tutti siam convinti”: è scritta nel 1978 a un campo di Ontignano
come lavoro finale di un laboratorio creativo. I partecipanti al campo
erano diversi gruppi scout dalla Lombardia e dalla Toscana. L’autore
principale sono io, ma hanno collaborato diverse altre persone
partecipanti al campo. Credo che raffiguri ancora bene quello che
succede ai Campi Mir-Mn (e ai campi organizzati a S.Gimignano) con la
proposta nonviolenta confrontata con chi non sempre la conosce, ma è
disponibile all’incontro e al confronto.

“44 nell’89” è degli anni 70, scritta da Daniele Crivelli (architetto
e pittore di Milano, amico di Giannozzo) ma poi diventata una delle
canzoni del campeggio antinuclreare a Montalto. Ho continuato a
cantarla per tanti anni e ancora di recente ed è sempre una delle più
belle. In questa versione l’hanno utilizzata radio locali per
trasmissioni antinuclari. Molti credono sia mia , ma non è così e ogni
volta ddevo spiegare chi è l’autore: io l’ho visto solo una volta a
Montalto nel 77, ho cercato più volte senza riuscirci di ricontattarlo.

“Harrisburg, Chernobyl, Caorso…ma adesso basta!” Questo è il titolo
intero. Siamo nel 1987 ed è in preparazione la campagna per il
referendom che poi bloccherà il nucleare in Italia. Questa è tutta mia
e, registrata in cassetta prodotta dal Mir era nei materiali del
comitato nazionale per il “si” referendum sul nucleare.

Il varco della storia” è stata scritta per il Decennio nonviolenza
delle NU e fa parte del CD rom “Mattoni di pace” edito dal Mir di
Padova per conto del comitato italiano per il decennio. Ho cominciato
a scrivela io, ma c’è stato un contributo corale di amici sia singoli
che in riunioni mir e mn che hanno portato alla versione finale dove,
loro malgrado partecipano anche le voci di Gandhi e di Martin Luther
King.

Fra qualche giorno ti invierò alcune foto che sto scegliendo e un
testo con qualche mio ricordo.

Ancora a presto!

Paolo

Elisa Rebecchi

Carissimo Alberto, …ma forse è meglio che scriva
Carissima famiglia L’Abate,
leggendo lo schema della biografia-corale mi è subito chiaro dove collocarmi: nel punto 4, nei Campi per la Nonviolenza a S. Gimignano. Non ricordo quanti ne ho fatti ma sicuramente erano i primi, quelli a cui ho partecipato. Lì ho conosciuto tanti “pezzi grossi” della nonviolenza italiana e indiana e ho potuto abbeverarmi a fonti rare e preziose. Lì ho goduto della residenzialità che la Casa offriva e quindi dell’incontro prolungato e profondo (che va oltre le ordinarie conferenze) con queste perle di nonviolenza. Lì ho conosciuto Narayan Desai che ha segnato profondamente la mia vita e lì è nata la mia passione per Gandhi, per l’India e per uno stile di vita gandhiano. Confesso che il mio impegno nonviolento non è diventato poi una scelta di vita, come invece è stato per voi, ma è pur vero che, nella diversità di ambiti, le nostre vite hanno continuato ad intrecciarsi ed è rimasta una sintonia ed un affetto di fondo che mi fanno ancora sentire parte della Famiglia.
Oggi festeggio con voi, a distanza, gli 80 anni di vitadedicata e ringrazio per la forza e la fede che sento sprigionare dalla vulcanicità di tutti voi. Fa bene, rincuora e aiuta, sentire la vivacità e la determinazione con cui sapete portare avanti l’ideale nonviolento in questo mondo che sembra voler precipitare nella direzione opposta.
Vi ringrazio e mi stringo a voi per resistere!
Con tutto il mio affetto, Elisa